
Scoppia la polemica sulle tensostrutture destinate all’accoglienza delle persone senza dimora realizzate a Roma in occasione del Giubileo. A sollevare il caso è Francesco Spizzirri, responsabile dei giovani del Movimento Cristiano Lavoratori di Roma, che denuncia lo smantellamento delle strutture e rivolge un appello a Papa Leone XIV affinché vengano ripristinate. «Lo smantellamento delle tensostrutture nate per il Giubileo dell’anno scorso per raccogliere i senza fissa dimora è un bruttissimo segnale offerto dalla nostra città soprattutto in questo momento di grande caldo e disagi», afferma Spizzirri.
Secondo il rappresentante del Movimento Cristiano Lavoratori, la chiusura delle strutture rischia di tradire lo spirito del Giubileo. «Non vogliamo abituarci all’idea che un segno di misericordia come questo sia stato cancellato mettendo in archivio lo spirito del Giubileo. Non possiamo permettere che il Giubileo e il suo profondo significato spirituale siano stati ridotti a un progetto a termine che non risolve i problemi e anzi li amplifica», sostiene. Spizzirri critica inoltre le priorità dell’amministrazione: «Si trovano i fondi per ogni sorta di iniziativa ludica e musicale e si chiudono invece dei punti dove tutelare l’umanità più fragile, oggi sempre più sola e in strada sotto il caldo». Da qui l’appello al Pontefice «affinché si possano con urgenza riaprire strutture come quelle appena chiuse».
Alle accuse risponde l’assessora capitolina alle Politiche Sociali, Barbara Funari, che smentisce la chiusura delle tensostrutture. «Fa piacere ricevere apprezzamenti per il lavoro svolto e per la scelta di aver aperto le tensostrutture dedicate all’accoglienza delle persone senza dimora. Tuttavia, in merito alle notizie su una loro presunta chiusura, invito Francesco Spizzirri a visitare insieme a me le strutture che abbiamo scelto di mantenere aperte ben oltre la fine del Giubileo», dichiara. Funari spiega che la prosecuzione del servizio è stata possibile «nonostante le complessità burocratiche per il rinnovo delle concessioni delle aree e lo sforzo economico per reperire fondi extra-Giubileo».
L’assessora chiarisce che l’unica struttura interessata da una modifica è quella di via delle Fornaci. «L’unica eccezione ha riguardato la tensostruttura di via delle Fornaci, situata in un’area vincolata e con un’autorizzazione della Soprintendenza scaduta il 30 giugno, dopo che eravamo già riusciti a prorogare il servizio per sei mesi oltre la scadenza originaria». Dal primo luglio è in corso il trasferimento dei 70 posti disponibili in una nuova area adiacente all’ospedale San Camillo.
Secondo il Campidoglio, il trasferimento consentirà anche una maggiore integrazione con i servizi sanitari. La nuova collocazione, spiega Funari, risponde alla richiesta dell’ospedale di operare in sinergia nell’assistenza alle persone fragili presenti nei pressi del nosocomio. L’attivazione del nuovo servizio, che sostituirà integralmente i posti disponibili nella struttura di via delle Fornaci, è prevista nei primi giorni di agosto.
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