Roma, 16 luglio 2026
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Tor di Quinto, il XV Municipio chiede al Comune un tavolo istituzionale per il Flaminio Real: «Garantire la continuità delle attività sportive»

«Serve una soluzione collaborativa e non punitiva»

di Titty Santoriello Indiano TEMPO DI LETTURA 2'
Tor di Quinto, il XV Municipio chiede al Comune un tavolo istituzionale per il Flaminio Real: «Garantire la continuità delle attività sportive»

Un tavolo istituzionale tra Campidoglio, Municipio e uffici competenti con l’ex gestore e le varie società sportive che utilizzavano il centro. È questa la richiesta dei consiglieri di maggioranza in XV municipio che nei giorni scorsi - ancora prima dello sgombero del Flaminio Real a Tor di Quinto - hanno presentato una risoluzione per garantire la continuità delle attività nella struttura.

«Soluzione collaborativa e non punitiva»

Con il documento, i rappresentanti municipali di Sce, lista Civica, Roma Futura e Pd hanno chiesto al Comune e all’assessore allo Sport capitolino Alessandro Onorato di far prevalere «un approccio improntato alla tutela dell'interesse pubblico sportivo e territoriale, al potenziamento delle attività di sport sociale e inclusivo, alla continuità del servizio e alla ricerca di una soluzione collaborativa e non meramente espulsiva o punitiva».

Dello stesso avviso il Governo municipale: «L’impianto sportivo di Tor di Quinto è uno spazio di riferimento per il territorio e un’esperienza da valorizzare, garantendone la continuità delle attività sportive e la piena sopravvivenza», ha detto il presidente Daniele Torquati in seguito allo sgombero dell’impianto.

«Per questo chiediamo all’Assessorato e al Dipartimento Sport un maggior coinvolgimento dell’amministrazione municipale, con pieno spirito di confronto e leale collaborazione sempre dimostrata dal Municipio XV», ha aggiunto Torquati.

Lo sgombero del 15 luglio

Il 15 luglio Roma Capitale è tornata ufficialmente in possesso del centro sportivo comunale di via Tor di Quinto 57. Il rientro dell’impianto è avvenuto al termine del lungo contenzioso amministrativo e giudiziario che si è concluso con la sentenza del Consiglio di Stato che ha confermato la decadenza della concessione disposta dal Dipartimento Sport nell’ottobre 2024. Il provvedimento- come ha fatto sapere il Campidoglio - è stato determinato dal mancato pagamento dei canoni concessori e dal mancato rispetto degli obblighi previsti dal bando pubblico. La società concessionaria avrebbe accumulato un debito superiore a 1,5 milioni di euro per canoni non corrisposti e non avrebbe realizzato gli interventi di ammodernamento dell’impianto, per un valore complessivo di circa 4,5 milioni di euro, previsti nel progetto con cui si era aggiudicata la concessione. La convenzione prevedeva, inoltre, un canone annuo di 145 mila euro, da corrispondere attraverso interventi di manutenzione del verde in aree individuate dal Comune oppure mediante un versamento economico.

Il lungo contenzioso

La vicenda del Flaminio Real si trascina da anni. L’impianto era stato affidato in concessione nel 2015, dopo il recupero di un’area che in precedenza era stata interessata dalla presenza di insediamenti abusivi. Da allora il rapporto tra Amministrazione e concessionario è stato caratterizzato da un contenzioso che ha riguardato sia la consegna dell’impianto sia gli obblighi previsti dalla convenzione. Nella risoluzione del Consiglio municipale si ricorda anche che nel 2023 Roma Capitale e il concessionario erano arrivati a definire una bozza di accordo che avrebbe consentito il recupero delle somme dovute, l’aggiornamento del progetto di valorizzazione richiesto dall’Amministrazione e la definizione dei successivi obblighi reciproci.

«Una pagina di difficile gestione per l’amministrazione municipale»

«Riconosciamo il lavoro che Roma Capitale sta portando avanti in questi anni per il recupero degli impianti sportivi di tutta la città e riteniamo il rispetto delle regole un principio imprescindibile», ha precisato Torquati. «Seppur supportati da sentenze giuridiche, gli sgomberi di realtà aggregative dove negli anni hanno trovato spazio migliaia di famiglie del territorio, ignare delle diatribe legali, rappresentano comunque una pagina di difficile gestione per l’amministrazione municipale».

Il presidente del Municipio ha ricordato, inoltre, il ruolo svolto dall’amministrazione municipale durante tutta la vicenda.

«Nel 2015 infatti l’amministrazione municipale contribuì fattivamente alla consegna dell’area, avvenuta a dieci anni di distanza dal bando del 2006 che l’aveva assegnata», ha detto Torquati.

«Successivamente il dialogo tra l’amministrazione e il concessionario è andato avanti esclusivamente tramite avvocati e nelle aule di tribunale, e per questo sin dal nostro nuovo insediamento nel 2021 ci siamo sempre resi disponibili affinché si potesse giungere a una soluzione condivisa, in particolare a tutela delle famiglie e delle comunità sportive che frequentano il centro», ha aggiunto il presidente.

«Serve un confronto tra le parti, non atti affrettati»

Sulla vicenda sono intervenuti anche i consiglieri Giovanni Forti (Sinistra Civica Ecologista) e Alfonso Rago (Roma Futura), primi firmatari della risoluzione.

«Riteniamo importante che si trovi una soluzione condivisa e concordata, e non una chiusura calata dall’alto. Un intervento come quello del 15 luglio, va esattamente nella direzione opposta», hanno dichiarato.

«A nostro avviso ci sono le basi perché Roma Capitale e il concessionario si mettano d’accordo su una compensazione di tutti i mancati versamenti pregressi, sulla base della bozza di accordo già definita concordemente nel 2023», hanno rimarcato i consiglieri.

«Una strada che era già stata individuata e che permetterebbe di superare il contenzioso senza sacrificare le attività sportive e sociali che oggi animano l’impianto. Ci auguriamo quindi che il Comune fermi l’intervento e, prima di procedere con qualunque atto affrettato, dia realmente una possibilità al confronto tra le parti su questa base», hanno concluso Forti e Rago.

Onorato: «Continuità garantita tramite Zetema»

Al termine delle operazioni di rientro in possesso della struttura, l’assessore comunale allo sport Sport Alessandro Onorato ha ringraziato gli uffici del Dipartimento Sport e la Polizia Locale per il lavoro svolto.

«Garantiremo la continuità sportiva tramite Zetema, la società in house dell’Amministrazione, e metteremo poi a bando questa struttura pubblica, con i futuri gestori che dovranno rispettare norme e tariffe comunali», ha fatto sapere.
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