
Un pulmino, gli operatori e un computer. Così Punto Abitare on the road si sposta nei quartieri di Roma da Tor Bella Monaca a San Basilio, da Don Bosco a Casal Bruciato, fino ad Ostia e Acilia. Uno sportello itinerante per offrire assistenza e orientamento ai cittadini che vivono in condizioni di precarietà o emergenza abitativa.
Il progetto è nato in via sperimentale l’estate scorsa dopo l’avvio del Punto Abitare stanziale che si trova presso il dipartimento Patrimonio e Politiche abitative in piazza Giovanni da Verrazzano. In poco più di 6 mesi l’equipe mobile ha affrontato circa 500 casi tra domande per la casa popolare, verifica dei punteggi in graduatoria, pratiche per l’ampliamento del nucleo familiare ma anche buono casa, contributi per l’affitto e manutenzione degli immobili di edilizia residenziale pubblica.
«L’obiettivo è avvicinare cittadini e istituzioni soprattutto quelli che si trovano in condizione di maggiore fragilità: possono essere gli inquilini delle case popolari del Comune o persone che una casa non ce l’hanno o che rischiano di perderla e vogliono accedere ai servizi di Roma Capitale», ha spiegato l’assessore capitolino alle Politiche abitative Tobia Zevi in piazza Balsamo Crivelli, uno dei luoghi in cui si svolge il servizio.

L'assessore alle Politiche abitative Tobia Zevi e una cittadina che si è rivolta a servizio in piazza Balsamo Crivelli
Punto Abitare on the road, co-progettato insieme alla cooperativa sociale Arci solidarietà, è diventato anche un presidio territoriale informale dove le persone si rivolgono per temi inerenti alla casa ma dove possono emergere anche altri problemi di carattere economico e sociale.
«Una signora si è rivolta a noi per avere supporto nella pratica di cancellazione della residenza del marito», ha raccontato Efrem Muci, coordinatore del progetto punto abitare On the road. «Quando siamo andati ad effettuare un colloquio domiciliare è emersa una situazione di violenza domestica», ha aggiunto Muci. «Quindi oltre a supportare la signora nella richiesta specifica l’abbiamo anche orientata verso il servizio di prossimità, un centro antiviolenza presente sul territorio, che poi l’ha presa in carico».
Da luglio a dicembre 2025 sono state 458 le persone supportate dallo sportello itinerante: 273 donne e 185 gli uomini. Alcune di loro sono italiane (301), altre di origine straniera (157). La maggior parte degli utenti (186) ha tra i 25 e i 54 anni ma ci sono anche tanti anziani (145). 117 cittadini sono nella fascia di età tra i 55 e i 64 anni mentre 10 hanno meno di 25 anni.

Il pulmino di Punto abitare on the road in piazza Balsamo Crivelli
Gli operatori di Punto Abitare On The Road, oltre ai consueti appuntamenti nelle piazze dei quartieri - comunicati ogni settimana tramite il canale whatsapp del servizio - hanno anche fornito supporto operativo in alcune situazioni complesse: oltre 100 nuclei sono stati seguiti nell’ambito degli interventi urbanistici a Tor Bella Monaca. Altri 35 sono stati accompagnati durante la fase di ingresso nei nuovi alloggi in occasione della chiusura del Caat Val Cannuta. 30 famiglie sono state aiutate a Ostia.
Il lavoro itinerante si aggiunge a quello dello sportello stanziale di Punto Abitare dove in poco più di un anno gli accessi complessivi sono stati 8.300. Secondo i dati del dipartimento Politiche abitative (fino al 31 dicembre, ndr), l'utenza è composta per il 55 per cento da donne e per il 45 per cento da uomini. Il 61 per cento è rappresentato da cittadini di origine straniera, il 39 per cento da italiani. Dal punto di vista anagrafico, 132 utenti hanno meno di 25 anni, 4.302 rientrano nella fascia 25–54 anni, 1.926 in quella 55–64 e 1.940 hanno più di 65 anni.
Le richieste presentate riguardano prevalentemente l’edilizia residenziale pubblica: 5.000 pratiche Erp, 1.374 relative alla gestione delle case popolari, 720 legate ai Caat (centri di assistenza alloggiativa temporanea, ndr), 576 per buono Casa o contributo Affitto e 630 per altre tipologie di intervento.
Oltre alle problematiche relative alla casa, lo sportello ha attivato anche altri servizi: sono stati 117 i colloqui con gli assistenti sociali, con orientamenti ai servizi di prima necessità (51), orientamenti legali, psicologici e sociali (117), accompagnamenti a servizi ludici (39), prese in carico da parte della Asl (36) e del Servizio Sociale (71).
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