Roma, 23 luglio 2026
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Notturno Imperiale, riaprono le Terme di Caracalla al chiaro di luna: stasera la seconda data dell'estate

Dopo il debutto del 16 luglio, questa sera il complesso monumentale riapre le sue porte oltre l'orario consueto. Un percorso suggestivo tra le architetture illuminate, i sotterranei e il Mitreo

di Redazione La Capitale - TEMPO DI LETTURA 2'
Notturno Imperiale, riaprono le Terme di Caracalla al chiaro di luna: stasera la seconda data dell'estate

Le grandi arcate delle Terme di Caracalla si accendono di nuovo stasera, giovedì 23 luglio, per la seconda delle sei serate di apertura straordinaria che animeranno il complesso archeologico da luglio a ottobre. È tornato infatti l'appuntamento con Notturno Imperiale, l'iniziativa che permette di visitare uno degli edifici imperiali più vasti e meglio conservati di Roma dopo il tramonto, quando il sito si trasforma grazie a un sapiente gioco di luci ed ombre.

Dopo il debutto del 16 luglio, il calendario proseguirà con altre quattro date: domenica 2 agosto, sabato 19 settembre, sabato 26 settembre e giovedì 15 ottobre. Sei occasioni, distribuite lungo l'intera estate capitolina, per riscoprire le terme volute dall'imperatore Caracalla in una veste del tutto inedita.

Un'esperienza fuori dal tempo

Promosse dalla Soprintendenza Speciale di Roma, le aperture serali sono ormai uno degli appuntamenti più attesi della stagione estiva romana. Al calare della luce naturale, l'illuminotecnica restituisce profondità e monumentalità agli ambienti termali, regalando ai visitatori un'atmosfera di grande suggestione, difficilmente replicabile nelle ore diurne.

Il percorso di visita notturno non si ferma alla superficie: include infatti le gallerie sotterranee, l'Antiquarium e il Mitreo, ambienti solitamente meno accessibili che custodiscono alcuni dei reperti più significativi del complesso, come i capitelli figurati e le strutture di servizio che un tempo alimentavano la complessa "macchina" tecnologica delle terme.

A rendere ancora più particolare la visita è il dialogo continuo tra antico e contemporaneo che caratterizza il sito: le vestigia romane convivono con opere d'arte contemporanea e con lo Specchio, l'installazione che, tra riflessi, giochi d'acqua e di luce, amplifica il fascino senza tempo del monumento.

Le parole della Soprintendenza

«Le aperture serali consentono di osservare le Terme di Caracalla da una prospettiva diversa, in cui la monumentalità del sito si combina con la suggestione della luce e del paesaggio serotino», ha dichiarato Daniela Porro, Soprintendente Speciale di Roma. «Un'esperienza che invita a una fruizione lenta e di consapevole suggestione in uno dei luoghi più rappresentativi del patrimonio archeologico della capitale».

Sulla stessa linea il direttore delle Terme di Caracalla, Rocco Bochicchio: «Consentire ai visitatori di percorrere liberamente le grandi architetture delle terme, i sotterranei e il mitreo dopo il tramonto significa ampliare le occasioni di conoscenza e di partecipazione al patrimonio culturale, offrendo un'esperienza di visita unica». Bochicchio ha inoltre sottolineato il lavoro organizzativo dietro l'iniziativa: «Queste aperture sono anche il risultato di un importante lavoro organizzativo e di coordinamento che coinvolge il personale della Soprintendenza, impegnato a garantire sicurezza, accoglienza e piena fruibilità del sito anche in fascia notturna».

Un edificio nato per il corpo e per la mente

Le Thermae Antonianae – questo il nome originario del complesso – furono edificate per volontà dell'imperatore Caracalla tra il 212 e il 216 d.C. sul Piccolo Aventino, in un'area adiacente al tratto iniziale della via Appia. Ben più di un semplice luogo dedicato al bagno e alla cura del corpo, le terme costituivano nell'antichità anche uno spazio per lo sport, il passeggio, lo studio e la vita sociale, riflettendo la complessità della quotidianità romana.

Oggi, oltre diciotto secoli dopo, quegli stessi ambienti tornano a popolarsi di visitatori nelle sere d'estate, offrendo uno sguardo insolito su uno dei monumenti simbolo della Roma imperiale.

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