Roma, 20 febbraio 2026
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Pedaggio urbano a New York: meno traffico e aria più pulita. Cosa può insegnarci il "congestion pricing"

Dati scientifici e numeri ufficiali mostrano gli effetti del pedaggio a Manhattan, mentre nella Capitale il dibattito sulla ZTL resta aperto

di Giacomo ZitoULTIMO AGGIORNAMENTO 5 ore fa - TEMPO DI LETTURA 5'
Pedaggio urbano a New York: meno traffico e aria più pulita. Cosa può insegnarci il "congestion pricing"

Da gennaio 2025 New York ha introdotto un sistema di pedaggio urbano per l’accesso alle aree più congestionate di Manhattan, diventando la prima grande città degli Stati Uniti ad adottare una misura già sperimentata in diverse capitali europee. Il provvedimento riguarda la Congestion Relief Zone, che comprende tutte le strade e i viali a sud della 60ª strada, uno dei principali poli economici e di traffico della città.

Secondo i dati diffusi dalla Metropolitan Transportation Authority, dall’avvio del sistema circa 21 milioni di veicoli in meno sono entrati nell’area soggetta a pedaggio, con una riduzione dell’11% rispetto alle stime senza tariffazione. Le velocità medie di percorrenza sono aumentate del 23%, con benefici evidenti soprattutto nei principali varchi di accesso, come tunnel e ponti.

Lo studio scientifico sulla qualità dell’aria

Ai dati sulla mobilità si sono aggiunti quelli ambientali. Uno studio condotto da ricercatori della Cornell University, pubblicato sulla rivista npj Clean Air, ha analizzato l’impatto del pedaggio urbano sulle concentrazioni di PM2.5, le polveri sottili più dannose per la salute.

Nei primi sei mesi dall’introduzione del provvedimento, le concentrazioni medie giornaliere massime di PM2.5 nella Congestion Relief Zone sono diminuite del 22%, pari a 3,05 microgrammi per metro cubo rispetto ai valori stimati in assenza del pedaggio. L’analisi si basa su dati reali raccolti da 42 centraline di monitoraggio distribuite nell’area metropolitana.

Benefici diffusi oltre il centro

Uno degli elementi più rilevanti emersi dallo studio riguarda la distribuzione territoriale degli effetti. Le riduzioni delle polveri sottili non si sono limitate al centro di Manhattan, ma sono state registrate anche negli altri borough di New York e nelle aree suburbane circostanti.

Secondo i ricercatori, i dati indicano che il pedaggio urbano non ha semplicemente spostato traffico e inquinamento verso l’esterno, ma ha contribuito a ridurre complessivamente il numero di veicoli in circolazione. Un effetto attribuito al maggiore utilizzo del trasporto pubblico e a una diversa organizzazione degli spostamenti, comprese le consegne, spesso riprogrammate nelle fasce notturne.

Trasporto pubblico e risorse economiche

Il sistema ha prodotto anche effetti economici. Le entrate generate dal pedaggio urbano hanno superato le previsioni iniziali, con ricavi netti stimati oltre i 500 milioni di dollari nel 2025. Le risorse sono destinate al finanziamento di interventi sul trasporto pubblico, tra cui l’ammodernamento delle infrastrutture metropolitane, nuovi ascensori per l’accessibilità e l’estensione della Second Avenue Subway.

Secondo analisi pubblicate da Bloomberg, l’impatto economico sull’area soggetta a pedaggio non ha mostrato gli effetti negativi temuti in fase di avvio, con un aumento dei visitatori e delle entrate fiscali legate alle vendite rispetto all’anno precedente.

ZTL e traffico: il confronto con Roma

Il caso di New York riporta al centro un tema che a Roma esiste già, ma con caratteristiche diverse: quello della zona a traffico limitato come strumento di regolazione degli accessi. Nella Capitale la ZTL, in particolare la Fascia Verde, è da tempo al centro di un confronto politico e amministrativo, tra rinvii, deroghe e modifiche delle regole. Negli ultimi mesi, ad esempio, il Campidoglio ha scelto di sospendere alcune restrizioni per i veicoli diesel Euro 4 ed Euro 5, rinviando l’applicazione dei divieti più stringenti.

Il dibattito si innesta su numeri strutturali. Secondo dati citati in diverse analisi, oltre 600mila auto potrebbero essere interessate dalle limitazioni della Fascia Verde in caso di applicazione piena delle regole. Un contesto che contribuisce a rendere la ZTL uno dei terreni più sensibili dello scontro tra esigenze ambientali, mobilità quotidiana e consenso politico.

Sul piano ambientale, il quadro restituito dai report nazionali non è favorevole. Nel rapporto di Legambiente sulla classifica delle città italiane, Roma emerge come una delle realtà con il più alto numero di auto in rapporto alla popolazione e con un sistema di trasporto pubblico che fatica a rappresentare un’alternativa competitiva all’uso dell’auto privata.

Accanto alle ZTL, le misure di contenimento del traffico assumono spesso la forma di interventi temporanei, come le domeniche ecologiche e i blocchi emergenziali legati agli sforamenti dei limiti di inquinamento, accompagnati da controlli e sanzioni. Interventi che, pur incidendo sul breve periodo, faticano a tradursi in una riduzione strutturale della dipendenza dall’auto privata.

In questo quadro, il pedaggio urbano di New York non rappresenta un modello direttamente trasferibile, ma offre un elemento di confronto basato su dati misurabili: riduzione degli ingressi, miglioramento della qualità dell’aria, risorse economiche destinate al trasporto pubblico. Per Roma, il nodo resta quello di passare da una gestione prevalentemente regolatoria della ZTL a una riflessione più ampia sull’equilibrio tra limitazioni, alternative di mobilità e obiettivi ambientali.

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