Roma, 21 febbraio 2026

Roma soffoca nello smog: da Barcellona il modello dei “superisolati” per ripensare traffico e aria pulita

Il progetto delle superillas riduce auto, rumore e biossido di azoto nei quartieri di Barcellona. Un esempio concreto mentre Roma, secondo Legambiente, resta tra le città più in difficoltà sul fronte dell’inquinamento

di Redazione La CapitaleULTIMO AGGIORNAMENTO 6 giorni fa - TEMPO DI LETTURA 2'
Veduta aerea dei "superisolati" di Barcellona

Veduta aerea dei "superisolati" di Barcellona

Tra traffico congestionato, livelli di biossido di azoto ancora elevati e quartieri soffocati dal rumore, Roma continua a pagare un prezzo alto in termini di qualità dell’aria e salute pubblica. In questo scenario, l’esperienza di Barcellona offre un modello urbano già operativo che potrebbe fornire spunti concreti anche per la Capitale. L'estensione delle superillas, i superisolati che ridisegnano la mobilità e liberano spazio pubblico.

Mentre Roma fatica a ridurre strutturalmente le emissioni legate al traffico veicolare, la città catalana dimostra che ridurre le auto nei quartieri può avere effetti immediati e misurabili sull’inquinamento e sulla vivibilità.

Superillas: meno auto, più spazio per le persone

Il Comune di Barcellona sta estendendo il modello delle superillas all’Eixample, uno dei quartieri più iconici e densamente urbanizzati. Il principio è semplice ma radicale: limitare il traffico automobilistico all’interno di gruppi di 9-12 isolati, deviando il traffico di attraversamento sulle arterie principali e restituendo le strade interne a pedoni, ciclisti e residenti.

Il risultato è una vera trasformazione dello spazio urbano: piazze, assi verdi, aree gioco e percorsi ciclopedonali prendono il posto di carreggiate dominate dalle auto.

I risultati: -33% di NO2 e meno rumore

I dati parlano chiaro. Secondo le stime del Comune di Barcellona, nelle aree interessate dalle superillas si è registrata una riduzione del biossido di azoto (NO2) del 33% e un calo dell’inquinamento acustico di circa 5 decibel.

Non si tratta solo di numeri: significa aria più respirabile, strade più silenziose e quartieri più vivibili, con benefici diretti sulla salute dei residenti e sulla qualità della vita quotidiana.

Roma e il report Legambiente: segnali positivi, ma resta l’emergenza traffico

Il quadro romano emerge con chiarezza dal nuovo rapporto di Legambiente, «Mal’Aria di Città», dedicato a qualità dell’aria, inquinamento urbano, salute pubblica e nuovi limiti europei. A livello nazionale si registra un miglioramento generale, ma nel Lazio permangono nodi strutturali.

Per Roma, il report evidenzia un trend positivo: nel 2025 non sono stati superati i limiti di legge attualmente in vigore per PM10, PM2,5 e NO2. Tuttavia, la Capitale resta una delle città più in difficoltà, collocandosi al settimo posto tra i capoluoghi italiani per concentrazione media annua di NO2, pari a 28 µg/mc.

Un valore in calo rispetto al passato, ma ancora lontano dagli obiettivi europei che entreranno in vigore dal 2030.

La sfida del 2030: tagliare NO2 e PM10

Secondo Legambiente, il principale limite strutturale di Roma resta la dipendenza dal traffico veicolare privato, che rende più difficile una riduzione stabile degli inquinanti. In vista del 2030, la città dovrà affrontare una sfida impegnativa: -29% di NO2 e -13% di PM10 per rispettare i nuovi standard europei.

Senza un cambio di paradigma sulla mobilità urbana, il rischio è quello di nuove procedure di infrazione e, soprattutto, di un impatto continuo sulla salute dei cittadini.

Dal modello Barcellona a Roma: superisolati contro smog e rumore

In questo contesto, l’esperienza delle superillas appare come un possibile laboratorio urbano da cui Roma potrebbe trarre ispirazione. Ridurre il traffico nei quartieri, creare assi verdi, potenziare la mobilità dolce e restituire spazio pubblico significa agire alla radice del problema, non solo sugli effetti.

Per una città che continua a convivere con livelli elevati di smog e rumore, adottare un modello simile potrebbe rappresentare una svolta: meno auto, più aria pulita, più salute e più qualità dello spazio urbano. Una trasformazione che, come dimostra Barcellona, non è solo possibile, ma già realtà.

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