Roma, 21 febbraio 2026
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Dai cortili di Hackney una possibile risposta a allagamenti e caldo estremo: perchè Roma dovrebbe guardare all'esempio di Londra

Nel borough londinese parte un programma di depavimentazione urbana per assorbire l’acqua piovana, ridurre le isole di calore e favorire la biodiversità. Un modello che potrebbe ispirare anche la Capitale

di Anita ArmeniseULTIMO AGGIORNAMENTO 8 ore fa - TEMPO DI LETTURA 2'
(London Borough of Hackney – Open Government Licence v3.0)

(London Borough of Hackney – Open Government Licence v3.0)

Mentre Roma continua a fare i conti con strade che si trasformano in fiumi dopo i temporali di questo inverno e quartieri soffocati dalle ondate di calore estive, da Londra arriva un esempio concreto e replicabile di come le città possano adattarsi al cambiamento climatico partendo dal basso.

Infatti nel borough di Hackney, nella capitale britannica, il consiglio comunale sta promuovendo un programma di depavimentazione dei cortili, sostituendo il cemento con superffici permeabili capaci di assorbire l’acqua piovana e raffrescare l’ambiente urbano.

Meno cemento, più suolo. La chiave contro gli allagamenti

L’iniziativa nasce da una constatazione semplice ma spesso ignorata: gran parte degli allagamenti urbani dipende dall’eccessiva impermeabilizzazione del suolo. Asfalto, cemento e pavimentazioni continue impediscono all’acqua di infiltrarsi nel terreno, sovraccaricando le reti fognarie e aumentando il rischio di allagamenti lampo.

A Hackney si è scelto di intervenire proprio su questi punti critici, trasformando superfici rigide in spazi capaci di trattenere e filtrare l’acqua piovana, riducendo la pressione sulle infrastrutture tradizionali.

Cortili, vialetti e parcheggi diventano infrastrutture verdi

Il programma coinvolge cortili privati, vialetti, parcheggi e aree condominiali, spesso completamente cementati. Attraverso incentivi, linee guida e campagne informative, i residenti vengono incoraggiati a rimuovere le superfici impermeabili e a sostituirle con ghiaia, pavimentazioni drenanti, aiuole, rain garden e piccoli spazi verdi.

Questi micro-interventi, se diffusi su larga scala, costruiscono una vera e propria rete di infrastrutture verdi, capace di migliorare la gestione delle acque meteoriche a livello di quartiere.

Contro le isole di calore, il verde come alleato

I benefici non riguardano solo la pioggia. La depavimentazione contribuisce in modo significativo a ridurre l’effetto “isola di calore”, uno dei problemi più gravi delle grandi città europee. Le superfici verdi e permeabili assorbono meno calore rispetto al cemento, favoriscono l’evapotraspirazione e migliorano il microclima locale.

Il risultato è un ambiente urbano più fresco, con cortili e strade più vivibili durante le ondate di caldo estremo, sempre più frequenti anche in Italia.

Più biodiversità nei quartieri

Un altro obiettivo strategico del progetto è il rafforzamento della biodiversità urbana. La trasformazione di superfici grigie in spazi verdi crea nuovi habitat per insetti impollinatori, uccelli e microfauna, contribuendo a rendere la città più resiliente e sostenibile.

Anche piccoli spazi, se moltiplicati, possono generare benefici ambientali significativi, migliorando la qualità ecologica complessiva dei quartieri.

Un modello per Roma: partire dai piccoli spazi

Per Roma, dove consumo di suolo, carenza di verde e reti di drenaggio spesso obsolete amplificano gli effetti del cambiamento climatico, l’esperienza di Hackney rappresenta un modello concreto e adattabile. Non solo grandi opere, ma una strategia diffusa che coinvolge cittadini, condomìni e amministrazioni locali.

In una città in cui ogni estate registra nuovi record di temperature e ogni pioggia intensa mette in crisi la viabilità, trasformare cortili e spazi privati in una rete di suoli permeabili potrebbe diventare una delle leve più efficaci per costruire una Roma più fresca, resiliente e preparata alle sfide climatiche.

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