Roma, 22 giugno 2026
ultime notizie
Attualità

Pride 2026, oltre un milione in piazza ma è polemica: aggredite le Famiglie Arcobaleno. Distrutto il murale nella Gay Street

Oltre un milione di persone in piazza per i diritti LGBTQIA+, ma il corteo viene macchiato da intimidazioni e vandalismo

di Redazione La Capitale - TEMPO DI LETTURA 2'
Pride 2026, oltre un milione in piazza ma è polemica: aggredite le Famiglie Arcobaleno. Distrutto il murale nella Gay Street

La festa di popolo e la marea colorata di oltre un milione di persone non sono bastate a proteggere il Roma Pride 2026 da alcuni episodi di tensione. La trentaduesima edizione della manifestazione capitolina, che si è svolta sabato, è stata infatti segnata da una doppia contestazione.

Nel mirino dei vandali è finita la nuova opera d'arte di aleXsandro Palombo, nella Gay Street al Colosseo, mentre l'associazione Famiglie Arcobaleno ha denunciato ben tre attacchi mirati con spray al peperoncino, che hanno ferito anche diversi bambini.

Lo sfregio al murale «Roman Pride» nella Gay Street

È durata poche ore l'integrità del nuovo murale dell'artista contemporaneo aleXsandro Palombo, apparso sabato nella Gay Street di Roma. L'opera, intitolata Roman Pride, reinterpretava la celebre scena del film Vacanze Romane (1953). Al posto di Gregory Peck, ad accompagnare Audrey Hepburn in sella alla Vespa c'era un miliziano di Hamas, mentre l'attrice sventolava la bandiera arcobaleno.

Come sottolineato in una nota, l'installazione voleva essere un paradosso visivo e un monito satirico contro il riemergere dell'antisemitismo all'interno dei movimenti per i diritti civili, ricordando come Hamas perseguiti duramente la comunità LGBTQ+. I vandali hanno colpito in modo mirato proprio la bandiera Pride, sfregiandola nel tentativo di cancellarne i colori. Un atto che riaccende il dibattito sul rapporto tra identità, inclusione e le profonde divisioni geometrico-politiche che attraversano l'attivismo occidentale.

Spray urticante sul trenino dei bambini: il racconto delle Famiglie Arcobaleno

La denuncia più drammatica arriva però dai partecipanti alla sfilata. L’associazione Famiglie Arcobaleno ha reso noto di aver subito almeno tre attacchi coordinati con spray urticante lungo il percorso del corteo: il primo a Piazza della Repubblica, il secondo nei pressi del Colosseo e l'ultimo vicino alla Pride Croisette.

L'episodio più grave si è verificato in via di San Gregorio, dove il getto tossico ha investito in pieno il trenino dell'associazione su cui viaggivano genitori e figli piccoli.

«Abbiamo registrato sintomi come bruciore a occhi, naso e gola, tosse persistente e senso di soffocamento. In alcuni casi è stato necessario l'intervento del personale sanitario», fanno sapere i vertici del movimento.

Dal carro principale sono state distribuite bottigliette d'acqua alle persone a terra con «gli occhi in fiamme». La presidente Alessia Crocini, insieme ai referenti laziali Genny Sangiovanni e Gianluca Voglino, ha espresso il forte sospetto di un'azione organizzata da parte di frange omolesbobitransfobiche.

Le reazioni della politica: chiesto l'intervento del Viminale

L'aggressione ha sollevato un'ondata di sdegno trasversale. L'Associazione Luca Coscioni, tramite le esponenti Filomena Gallo e Francesca Re, ha definito l'accaduto «un attentato alla libertà di espressione» e ha chiesto ufficialmente al Ministro dell'Interno di acquisire i filmati delle telecamere pubbliche e private per individuare i responsabili.

Anche i segretari romani di Azione, Flavia De Gregorio e Francesco De Santis, hanno espresso solidarietà alle famiglie:

«Da troppo tempo assistiamo a un clima che normalizza linguaggi ostili. Chi ricopre incarichi pubblici ha il dovere di contribuire alla coesione sociale, non di alimentare divisioni.»

Dall'altra parte, il Sindaco di Roma Roberto Gualtieri ha voluto comunque esaltare il successo della parata, definendola «una risposta straordinaria e gioiosa alle posizioni omofobe». Una linea condivisa da Mario Colamarino, portavoce del Roma Pride, che ha celebrato l'affluenza oceanica lanciando una stoccata al governo: «La Repubblica è anche nostra, non c’è Vannacci e Meloni che ci possano fermare».

CONDIVIDI ARTICOLO

La Capitale, il nuovo giornale online di Roma

La Capitale, è una testata giornalistica iscritta nel Registro Stampa del Tribunale di Roma il 25 luglio 2024, n. 100/2024

DIRETTORE RESPONSABILE
Stefano Quagliozzi

SEDE LEGALE

Via Giuseppe Gioacchino Belli, 86
Roma - 00193

FOLLOW US
ORA EDITORIALE SRL P.IVA 17596711006© Copyright 2025 - Made by Semplice