Roma, 5 novembre 2026
ultime notizie
Cronaca di Roma

Villa Pamphili, il pm ringrazia il 16enne che chiamò il 112. Il legale della famiglia Trofimova: «Andromeda si poteva salvare». La difesa valuta l'appello

Dopo la sentenza per il duplice omicidio, il pubblico ministero Antonio Verdi ricorda il ruolo decisivo di un ragazzo nella ricerca del responsabile: «Fu lui a metterci sulla strada di Kaufmann»

di Giacomo Zito TEMPO DI LETTURA 3'
Villa Pamphili, il pm ringrazia il 16enne che chiamò il 112. Il legale della famiglia Trofimova: «Andromeda si poteva salvare». La difesa valuta l'appello

Un ragazzo di 16 anni che nota qualcosa di anomalo e decide di chiamare il 112, contribuendo all'identificazione di Francis Kaufmann. È uno dei passaggi ricordati dal pubblico ministero Antonio Verdi dopo la sentenza di primo grado che ha condannato all'ergastolo l'uomo accusato degli omicidi di Anastasia Trofimova e della figlia Andromeda, trovate morte nel giugno 2025 a Villa Pamphili.

Il magistrato ha voluto ringraziare pubblicamente il giovane per il suo senso civico, sottolineando il contributo della segnalazione alle indagini.

La telefonata del sedicenne al 112: «Ha avuto tanto senso civico»

«Una menzione particolare la merita assolutamente il ragazzo di 16 anni che ha avuto tanto senso civico da riuscire a capire, in un venerdì sera, di aver visto una cosa anomala e si è precipitato a casa di un amico per telefonare al 112», ha raccontato Verdi.

«È lui che ci ha messo sulla strada per poi identificare Ford», ha aggiunto il pubblico ministero, riferendosi al nome Rexal Ford utilizzato da Kaufmann.

Verdi ha ringraziato anche gli investigatori della quarta sezione della Squadra Mobile e del Servizio centrale operativo (Sco), che, sotto il coordinamento della Procura, sono riusciti a identificare e arrestare l'uomo nell'arco di sei giorni.

«Non era una cosa così banale e così scontata», ha sottolineato.

Il magistrato ha poi commentato l'esito del processo: «Siamo soddisfatti che il nostro lavoro abbia portato a questo risultato, ovviamente non perché un essere umano è stato condannato, che non fa mai piacere, ma perché abbiamo ripristinato l'ordine giuridico violato».

La famiglia Trofimova: «Un piccolo conforto, ma Andromeda si poteva salvare»

Dopo la sentenza è intervenuto anche Mario Angelelli, avvocato di parte civile che rappresenta i familiari di Anastasia Trofimova.

Secondo il legale, la condanna può offrire un sollievo soltanto parziale alla famiglia, segnata dalla perdita di Anastasia e della bambina che i parenti non avevano mai conosciuto.

«Possono trovare un piccolo conforto rispetto al dramma che hanno subito: un dramma moltiplicato, una figlia unica e la nipote che non hanno mai conosciuto e che si poteva salvare», ha dichiarato Angelelli.

Il legale ha insistito soprattutto sulla possibilità, a suo giudizio, che la morte della piccola Andromeda potesse essere evitata.

«La piccola si poteva salvare, e questo affligge ulteriormente. Una sentenza di condanna serve sicuramente ad alleviare lo stato d'animo», ha aggiunto.

La difesa di Kaufmann: «Restano diverse lacune, valuteremo l'appello»

Di segno diverso le dichiarazioni dell'avvocato Paolo Foti, difensore di Kaufmann, che ha annunciato la possibilità di impugnare la sentenza dopo averne esaminato le motivazioni.

«Leggeremo le motivazioni della sentenza e se ci dovessero essere i presupposti valuteremo l'appello. Tra 90 giorni vedremo», ha spiegato.

Foti ha inoltre ribadito le proprie perplessità sulla ricostruzione processuale: «Io resto convinto che, a prescindere dalla sentenza di condanna, rimarranno diverse lacune».

«Molte cose di questo processo restano sconosciute a tutti, e probabilmente non le sapremo mai», ha concluso.

La decisione pronunciata il 5 novembre 2026 dalla prima Corte d'Assise di Roma resta una sentenza di primo grado. Per Kaufmann è stato disposto l'ergastolo con tre anni di isolamento diurno.

CONDIVIDI ARTICOLO

La Capitale, il nuovo giornale online di Roma

La Capitale, è una testata giornalistica iscritta nel Registro Stampa del Tribunale di Roma il 25 luglio 2024, n. 100/2024

DIRETTORE RESPONSABILE
Stefano Quagliozzi

DIRETTORE EDITORIALE
Jacopo Nassi

SEDE LEGALE

Via Giuseppe Gioacchino Belli, 86
Roma - 00193

FOLLOW US
ORA EDITORIALE SRL P.IVA 17596711006© Copyright 2026 - Made by Semplice