
Nel corso del 2025 gli operatori della Croce Rossa Italiana (Cri) sono stati vittime di 48 episodi di violenza durante lo svolgimento delle attività di soccorso e assistenza. È quanto emerge dall'ultimo report dell’Osservatorio sulle aggressioni agli operatori Cri diffuso giovedì 12 marzo in occasione della Giornata nazionale di educazione e prevenzione contro la violenza nei confronti degli operatori sanitari e socio-sanitari.
Secondo il rapporto, più della metà delle aggressioni registrate (54,9 per cento) è stata di tipo verbale, mentre il 45,1 per cento ha riguardato episodi di violenza fisica. Il momento più critico si conferma quello del trasporto sanitario: il 68,4 per cento degli episodi si verifica durante il servizio in ambulanza. In una quota significativa di situazioni, oltre il 61 per cento dei casi, è stato necessario l’intervento delle forze dell’ordine per gestire o contenere l’aggressione.
Dall’analisi emerge, poi, che nel 47,6 per cento degli episodi l’aggressore è la stessa persona che sta ricevendo assistenza, mentre nel 14,6% dei casi la violenza proviene da gruppi di persone. Nel 69,9% delle segnalazioni l’autore dell’aggressione è un uomo. Dalla nascita dell’Osservatorio della Croce Rossa Italiana nel 2018, sono state raccolte complessivamente 450 segnalazioni, con una media che supera cinque episodi al mese.
Il fenomeno assume dimensioni rilevanti anche nel Lazio. Nel 2024 sono stati registrati 1.156 episodi di aggressione ai danni del personale sanitario che hanno coinvolto complessivamente 1.840 operatori. Il confronto con l’anno precedente evidenzia una crescita marcata: +43 per cento nel numero degli episodi e +50,9 per cento nel numero degli operatori coinvolti.
Anche nel contesto regionale la tipologia delle aggressioni segue un andamento simile a quello nazionale. Circa il 70 per cento degli episodi consiste in aggressioni verbali, mentre il restante 30 per cento riguarda violenze fisiche. Analizzando il profilo delle vittime, emerge che il 68 per cento degli operatori aggrediti è donna. La categoria più colpita è quella degli infermieri, che rappresentano il 63 per cento delle vittime.
Per quanto riguarda i luoghi in cui gli episodi si verificano più frequentemente, il 23 per cento delle aggressioni nel Lazio avviene nei pronto soccorso, seguiti dagli ambulatori territoriali con il 17 per cento. Quote minori si registrano nei reparti di degenza e nei servizi psichiatrici, entrambi sotto il 10 per cento. Si tratta di contesti caratterizzati da forte pressione assistenziale e da un elevato numero di accessi, condizioni che aumentano il rischio di tensioni tra utenti e personale sanitario.
Un peso significativo nel quadro regionale è rappresentato dall’area metropolitana di Roma, dove si concentrano alcune delle principali strutture ospedaliere del Lazio e un numero molto elevato di accessi ai servizi di emergenza. Già nel 2023 nel Lazio erano stati segnalati 1.219 operatori sanitari vittime di aggressione, con numerosi episodi registrati proprio nei grandi ospedali della capitale. Nella maggior parte delle situazioni la violenza colpisce un singolo operatore, circostanza che si verifica nel 78 per cento degli episodi. Nel 22 per cento dei casi, invece, l’aggressione coinvolge più membri del personale sanitario contemporaneamente.
La Capitale, il nuovo giornale online di Roma
La Capitale, è una testata giornalistica iscritta nel Registro Stampa del Tribunale di Roma il 25 luglio 2024, n. 100/2024
DIRETTORE RESPONSABILE
Stefano Quagliozzi