
Nel giornalismo italiano aumenta la presenza femminile, ma la parità economica e professionale resta lontana. È il quadro emerso dai dati INPS presentati da Monica Paiella nella Sala Zuccari del Senato in occasione dei 15 anni di GiULiA giornaliste.
Nel 2024 le donne rappresentano il 43% dei giornalisti dipendenti, un punto in più rispetto al biennio 2022-2023. La crescita della presenza femminile, però, non si traduce automaticamente in pari opportunità di carriera e di reddito.
Il dato più favorevole riguarda le fasce più giovani. Fino ai 30 anni, secondo la ricerca, le giornaliste sono più numerose dei colleghi uomini e guadagnano in media il 5,3% in più.
Nel complesso, tra il 2022 e il 2024 le retribuzioni femminili nel settore sono aumentate del 7%, contro il 4% registrato dagli uomini.
Il quadro cambia però con l’avanzare dell’età. Tra i 56 e i 60 anni il divario retributivo a sfavore delle donne raggiunge il 16%, il livello massimo rilevato dallo studio.
La distanza resta evidente anche nelle posizioni meglio retribuite.
Tra i giornalisti che superano i 100 mila euro l’anno, solo uno su tre è donna. Un dato che, secondo la ricerca, conferma la persistenza del cosiddetto “soffitto di cristallo”.
Tra i fattori indicati ci sono il maggiore ricorso al part-time, il lavoro di cura e l’impatto della maternità sulla continuità professionale e sulla crescita dei redditi.
La ricerca segnala inoltre forti differenze territoriali: nel Mezzogiorno la quota di donne occupate part-time è particolarmente elevata, fino al 64% in Sicilia e al 63% in Calabria.
Lo studio colloca il settore dell’informazione dentro una dinamica più ampia del mercato del lavoro italiano.
Nel 2024 il tasso di occupazione femminile è stato del 53,3%, contro il 71,1% degli uomini, con una distanza di quasi 18 punti percentuali.
Nel settore privato, sempre secondo i dati riportati, la retribuzione media annua è stata di circa 25.800 euro per gli uomini e 18.300 euro per le donne. Nel pubblico il divario risulta più contenuto, ma resta intorno al 16%.
Il quadro presentato al Senato restituisce quindi una situazione a due velocità: le donne entrano sempre di più nel giornalismo e, nelle generazioni più giovani, in alcuni casi superano i colleghi uomini anche sul piano retributivo. Le differenze tornano però a crescere con l’età, soprattutto quando si guarda agli stipendi più alti e alle posizioni di maggiore responsabilità.
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